Abitazioni, ospedali, scuole: più di 236.000 edifici e oltre 2,5 milioni di unità abitative (circa il 10% - 13% del patrimonio immobiliare ucraino) hanno subito danneggiamenti in qualche modo o sono inaccessibili a causa del conflitto in corso. Si stima che i costi legati ai danni del solo comparto abitativo raggiungano i 60 miliardi di dollari - un dato purtroppo destinato a crescere ancora.

L’impulso per la ripartenza inizia nelle foreste della regione di Leopoli, al confine con la Polonia: l’Ucraina ha 4,8 milioni di ettari di foreste certificate FSC e nella sola regione di Leopoli, più di 70 imprese lavorano ed esportano il legname prodotto in modo sostenibile. I piani superiori dell'Unbroken National Rehabilitation Centre, una struttura che sostiene le persone che vivono con ferite e disabilità causate dalla guerra, sono stati ad esempio completati con lamellare incrociato certificato FSC. Grazie al legno, la struttura è più leggera, grava meno sulle fondamenta esistenti e continua a immagazzinare il carbonio, invece che immetterlo in atmosfera. Una foresta certificata, una catena di approvvigionamento tracciabile, una costruzione più rapida, un minor contenuto di carbonio: l'Unbroken Centre esemplifica il valore di una filiera responsabile.

 

Unbroken National Rehabilitation Centre

 

Un altro edificio situato nel parco dell’edificio è realizzato interamente con pannelli in legno lamellare incrociato (Cross-Laminated Timber, CLT) e dispone persino di un piccolo giardino interno: qui vengono realizzate protesi artificiali per persone che hanno subito amputazioni. “È davvero difficile trovare un laboratorio più efficiente: svolgiamo l'intero ciclo produttivo in un unico edificio” dice Vladislav Sikhivskiy, Direttore del Centro di protesi e ortesi Unbroken “Il comfort e l'efficienza energetica sono molto importanti, e i nostri 12 specialisti hanno realizzato oltre un migliaio di protesi dall'inizio dell'invasione su larga scala. Solo lo scorso anno abbiamo raddoppiato il nostro volume di produzione”.

Il legno lamellare incrociato è realizzato unendo strati di legno massiccio ad angolo retto e incollandoli sotto pressione. I pannelli sono solidi e leggeri, in grado di sostituire il cemento e l'acciaio in molte applicazioni (pareti, pavimenti e altre strutture portanti). Veloce e facile da assemblare, riduce significativamente i tempi di costruzione. E gli impatti sul clima: il legno utilizzato in costruzione stocca infatti il carbonio e lo mantiene intrappolato nella struttura per tutta la durata dell'edificio. Una serie di studi raccolti dal Climate Portal del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha rilevato che il CLT può ridurre l'impronta di carbonio di un grande edificio di circa il 40% rispetto ai materiali convenzionali. Per arrivare a questo straordinario risultato, deve essere chiaro però da dove deriva il legno impiegato. In altre parole, le foreste devono essere gestite in modo responsabile; senza rigenerazione, misure di salvaguardia e standard, l’apporto positivo legato all’assorbimento del carbonio rischia di essere vanificato.