Secondo il Rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia (RaF Italia 2017-2018), il settore forestale in Italia conta oggi oltre 400.000 addetti, ma la componente femminile rimane largamente sottorappresentata, soprattutto nei ruoli operativi e nelle posizioni di vertice. Non va meglio a livello europeo, dove il solo settore della silvicoltura e delle filiere collegate impiega oltre 3.100.000 persone - di questi però solo 697.000 sono donne.

Non si tratta solamente di percentuali, ma di trend che nascondono numerose barriere come segregazione occupazionale, con donne spesso relegate a ruoli amministrativi piuttosto che operativi e decisionali; divario salariale e condizioni di lavoro, e stereotipi di genere.

L’incontro “Foreste: femminile, plurale”, moderato da Silvia Bruschini di Compagnia delle Foreste, è stato il momento per fare il punto della situazione, analizzando gap e proponendo casi in cui il cambiamento è già in atto. Mauro Bottaro, Social safeguards local point della FAO, intervenuto con un video messaggio ha sottolineato come la presenza femminile sia fondamentale nel risolvere questioni come agricoltura sostenibile, pianificazione delle attività e gestione forestale responsabile e come FAO abbia già censito oltre 150 reti di professioniste in oltre 26 Paesi - segno, ha detto Bottaro, di una crescente volontà di fare sentire la propria voce. Su questa scia Catia Zumpano, Dirigente di Ricerca al CREA - Centro Politiche e Bioeconomia, ha sottolineato come il valore aggiunto delle associazioni delle donne è che non sono chiuse, ma raccolgono tutte le figure che ruotano attorno al settore.

Durante il suo intervento Elena Paoletti, Vicepresidente International Union of Forest Research Organizations (IUFRO), ha poi mostrato dati che suggeriscono come sempre più le donne stiano contribuendo all'avanzamento delle conoscenze scientifiche in ambito forestale, dalla ricerca alle pratiche in campo. “La rappresentanza nei vari comparti è di certo in aumento, ma ancora non a livelli accettabili. La parità effettiva soprattutto nelle posizioni di vertice rimane una sfida; per questo bisogna lavorare per aumentare consapevolezza e autostima” ha detto Paoletti.

Annalisa Paniz e Silvia Piconcelli, rispettivamente Direttrice dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL) e Vicepresidente del Gruppo di lavoro Foreste dell’associazione europea degli imprenditori agricoli hanno infine presentato la Rete Donne Foreste, un’associazione informale italiana nata nel Novembre 2024 e presentata ufficialmente assieme al Manifesto omonimo il 7 Novembre 2025 in occasione della fiera Ecomondo di Rimini.

“Ci siamo interrogate molto su come strutturare il manifesto per superare la diffidenza di genere” ha detto Paniz “La foresta è un ecosistema, che accoglie al suo interno diversità e collaborazione. Un invito a decostruire modelli e stereotipi, che si sono sedimentati nel tempo e nella società, e che ancora adesso impediscono o limitano l’accesso delle donne al settore forestale”.

L'idea di creare la Rete Donne Foreste nasce dalla condivisione di alcune professioniste del mondo forestale che hanno sentito l'esigenza di riunire e rappresentare tutte le donne che si occupano di boschi a qualsiasi titolo — imprenditoriale, accademico, professionale o formativo — al fine di raccontarne i ruoli, i valori e le esperienze. Lo slogan che ne sintetizza lo spirito è "Liberiamo l'energia delle donne per superare la diffidenza di genere”. Il 17 Aprile 2026, ha anticipato Paniz, la rete diventerà un’associazione del terzo settore, compiendo a tutti gli effetti il passo per strutturarsi come presenza stabile nel contesto economico e sociale italiano.